Rebetiko
Le contaminazioni provenienti dal mosaico multietnico e culturale dell'impero ottomano sono molteplici ma le radici del Rebetiko vanno cercate nei ghetti delle città, popolati dai profughi sradicati dall'Asia Minore in seguito alla Catastrofe del 1922, dove nelle prossimità dei porti ci si riuniva nel buio del tekès e della notte e fra un caffè, un rakì e un narghilè, si suonavano canzoni mentre il mangkas ballava ipnoticamente ad occhi chiusi lo zeibekiko, scrivendo con i propri passi sulla terra ciò che l'anima voleva esprimere.

















